Emanuele Arosio: Head of SEO

Di | 2017-10-29T09:45:03+00:00 29 ottobre 2017|

Head of SEO in Bootique del gruppo Triboo.
Perlage. Mi piace usare questo termine per indicare una cosa o una situazione viva e sempre inebriante. Un po’ come la SEO. Un po’ come la mia personalità.

Tutto cambia e tutto è in costante cambiamento, sia nella vita di ogni giorno che nell’apprendimento. Essere SEO oggi vuol dire padroneggiare un modo parallelo. Un mondo globale pieno di sfide e multilingua. Ero SEO durante l’era “ti faccio il sito in Photoshop e te lo metto online senza toccare una riga di codice in Fireworks”; ero SEO durante il periodo “ti faccio il sito in Flash e te lo posiziono in prima pagina”. Sono SEO oggi dove succede che “ti posiziono il sito in prima pagina con 100 euro all’anno” oppure “ti faccio la Link Building” quando invece la scambiano per DPR (Digital PR).

La mia sfida professionale, ma anche personale, è quella di comporre il mio metodo di lavoro attraverso processo logici ma mai scontati, che danno quel valore aggiunto al mio “faccio SEO”.

Quali sono le motivazioni che mi spingono in questa passione, in questo amore che ogni giorno mi fa aprire uno schermo e soprattutto lavorare di logica?

  • Analisi di quello che gli utenti fanno online (Customer Journey)
  • Analisi di quello che succede fuori dal contesto italiano (#gointernational)
  • Amore per la Russia e per le loro donne (scontato, ma non banale)

Negli ultimi anni la mia specializzazione si è focalizzata sull’e-commerce e sull’approccio della SEO nel mercato internazionale. Essere globali. Oltre Google esistono microcosmi paralleli che in alcune nazioni sono addirittura primari rispetto a “Big G”. Questo mi affascina. Mi affascina come le persone possano ricercare il prodotto di quel brand in diverse tassonomie e cambiare cosi l’aspetto delle parole chiave all’interno del sito stesso.

Dedico tempo a questa tipologia di analisi perché penso che con una buona base di partenza il lavoro sicuramente darà dei risultati ottimi.

Ovviamente le regole in questo settore non esistono. Esiste solo la capacità di interpretare ciò che è variabile da persona a persona. Perché il mondo virtuale è fatto di noi, come persone, che amano riflettere e scandagliare le informazioni. Per questo mi piace sempre confrontarmi soprattutto con colleghi italiani e internazionali.

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