Intervista a Matteo Pogliani

intervista a Matteo Pogliani

Intervista a Matteo Pogliani, relatore al SEO&Love: esploriamo con lui l’Influencer Marketing e cerchiamo di capire quale ruolo assume nel digital del 2019.

Sentiamo sempre più spesso parlare di influencer, investire su di loro richiede sempre più chiarezza e informazione, per questo nasce la necessità di comprendere il potenziale umano e relazionale che essi rivestono.

Attraverso l’intervista, Matteo Pogliani, Digital Strategist e Influencer Marketing Specialist, ci racconta di ONIM, l’Osservatorio Nazionale Italiano di Influencer Marketing, una realtà da lui fondata con lo scopo di analizzare questa tematica molto dibattuta e attuale.

Gli influencer hanno l’obiettivo di creare conversazioni e relazioni attorno ai nostri prodotti e di stringere un legame con gli utenti.

Chi sono realmente oggi gli influencer? Che ruolo hanno e quali valori portano attorno alla nostra impresa?

Osservatorio dell’Influencer Marketing, di cosa si tratta?

L’Osservatorio nasce come associazione senza fini di lucro, aperta a tutti gli stakeholder che operano nel settore dell’Influencer Marketing. L’obiettivo è di creare maggiore informazione e fare chiarezza su un tema, quello dell’Influencer Marketing, estremamente dibattuto, ma non sempre nel giusto modo.

Attraverso report annuali, approfondimenti ed eventi cercheremo di migliorare la conoscenza e percezione sul tema. L’approccio è data-driven: partiamo da dati concreti per comprendere lo scenario, fondamentale per creare un confronto utile e pertinente.

Come diventare influencer?

Non esistono scorciatoie o formule magiche. Per essere ritenuti influenti bisogna lavorare bene sul proprio personal branding e la capacità di relazionarsi, valorizzando i propri plus. Influencer, come dico sempre, si diventa, non si nasce.
Le qualità determinanti sono la capacità di essere utile, di rispondere alle reali esigenze degli utenti, così da stringere in modo forte il legame.

Una via che, con know-how e capacità relazionali, porta a ottenere fiducia e autorevolezza, conferendoci un ruolo di riferimento per un network di persone.
Per andare nel concreto ecco alcuni consigli utili:

  • Essere sé stessi e sviluppare uno stile proprio, riconoscibile, capace di coinvolgere.
  • Il fattore umano e l’elemento relazionale sono fondamentali: i social sono luoghi di
    dialogo e necessitano quindi di un approccio che punti alla relazione.
  • La reputazione è la nostra miglior moneta di scambio, pensiamoci due volte prima di
    svenderla.

Come usare in maniera sapiente l’Influencer Marketing?

Dipende molto da obiettivo, settore e azienda. Posso però dire che l’approccio corretto è quello non di utilizzare l’influencer come vetrina, ma come driver capace di generare conversazioni credibili attorno a noi e al nostro prodotto.
Una via che punta sull’estrema competenza e la credibilità di persone vicine ai nostri clienti e ritenute autorevoli e credibili, per instaurare relazioni durevoli e profittevoli, dando vita ad una comunicazione in cui le sovrastrutture commerciali spariscono.

Trovo perfetta questa affermazione di Brian Solis per riassumere il concetto:
«È il valore di una comunicazione tra pari, “democratica”, che non si sviluppa verticalmente ma orizzontalmente creando e rafforzando i legami e, quindi, fidelizzando».

Quali sono tre keyword fondamentali del 2019?

Ce ne sarebbero molti, ma direi:

  • Voce: podcast, audible e soprattutto assistenti vocali porteranno la voce ad avere un ruolo rilevante non solo in comunicazione, ma soprattutto nell’esperienza digitale degli utenti. Pensiamoci bene: cosa c’è di più naturale, conversazionale e relazionale della voce?
    Un trend che è appena partito, ma su cui scommetterei in modo netto.
  • Algoritmi: non una novità ma intesi in modo differente, non come risorse ed elementi che guidano programmi bensì come destinatari della comunicazione e della costruzione di un experience.
    La loro costante presenza ed importanza ci dovrà spingere sempre di più a pensare non solo user oriented, ma algorithm oriented, creando appunto esperienze che rispondano alle esigenze della macchina. Pensandoci bene già lo facciamo con la SEO, costruendo testi che devono rispettare caratteristiche richieste non solo dai lettori, ma in primis da Google.
  •  Etica: vado controcorrente forse con questa keyword, ma credo realmente che nello scenario odierno trova e troverà sempre più ruolo un ritorno ad un approccio responsabile, trasparente, capace di portare, o almeno provarci, valore condiviso. Pensiamo ad alcune campagne recenti fatte da grandi brand, Nike in primis. L’evoluzione della presenza, anche online, dei brand passa giocoforza dalla loro capacità di prendere posizione e riscoprire valori concreti.

Quali sono tre keyword che definiscono il SEO&Love?

  •  Relazione: al Seo&Love si impara, ma soprattutto si conosce, portando offline gran parte di quelle relazioni che ognuno di noi ha visto nascere e prosperare online. Un momento fisico per confrontarsi e condividere know-how.
  • Comunicazione: si parla troppo spesso di digitale, senza ricordarci che questo non è la soluzione, ma semplicemente una delle tante declinazioni. Dobbiamo essere, prima di tutto, comunicatori, mettendo l’accento su questa parola troppo spesso soverchiata da trend, tecnicismi e nuove tecnologie.
    Seo&Love è il momento giusto per ricordare tutto questo.
  • Casi di studio: quasi ogni evento del mondo digital propone casi di studio per aiutarci a comprendere meglio la teoria e come essa può essere messa in pratica. Il problema è che nella maggior parte delle situazioni, questi casi proposti sono mirabolanti, difficilmente applicabili a realtà come quelle delle PMI. A Seo&Love si vedono situazioni “possibili”, da cui apprendere realmente consigli ed esempi da applicare in concreto già dal giorno seguente.

 

Relazioni, comunicazione, casi studio … e molto altro al SEO&Love 2019!

Se non l’hai ancora fatto, cosa aspetti?

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2 MARZO 2019