Intervista a Simona Ruffino di Colore Unico, partner SEO&Love

Il SEO&Love è un microcosmo di persone che collaborano e crescono insieme, costruendo rapporti di fiducia per dare vita ad un progetto comune in cui tutti credono molto.
Una delle nostre punte di diamante è senza dubbio Simona Ruffino, Brand Specialist dell’agenzia Colore Unico — Extra-ordinary Way, che vanta un vasto ventaglio di case history di successo.
Simona Ruffino è, come per la scorsa edizione del SEO&Love, la curatrice dell’aspetto visual dell’evento, mettendo la sua esperienza al servizio del nostro progetto, ma non solo: nell’intervista rivela le chiavi del suo successo, i suoi progetti per il futuro e il suo amore per il SEO&Love.

Quali sono le 3 keyword che definiscono il tuo lavoro?

Trovarne tre, o meglio solo tre è complicato, ma il dono della sintesi dovrebbe aiutarmi

  • La prima credo sia quella assoluta: empatia. L’empatia (mettersi nei panni dell’altro) è
    necessaria per poter costruire e comunicare in maniera efficace un brand. Non solo perché è necessario mettersi all’ascolto delle necessità e delle aspettative (bisogni) del target, ma anche perché è importantissimo riuscire a far diventare l’intuizione dell’imprenditore un fatto
    d’impresa.
  • La seconda è strategia senza la quale nessun tipo di azione di marketing o
    comunicazione può essere intrapresa. La strategia e l’analisi vengono prima. Questa è una cosa che non tutti comprendono, ma consentono di lavorare ottimizzando e diminuendo il rischio di fallimento o di tentennamento. Competitor, bisogni e mood di comunicazione vanno scandagliati in una fase zero. Fare il contrario – o non farlo affatto – è quasi sempre un rischio al quale io e la mia agenzia tendiamo a sottrarci.
  • La terza keyword è senza dubbio valore. Valore dei contenuti, valore della vision e della mission, valore delle relazioni. Un brand, sin dalla sua ideazione sceglie cosa e come comunicare, delinea nel suo visual, nella sua identity il proprio modo di stare sul mercato. Indica direzioni, suggerisce o propone soluzioni.

Per quello che mi riguarda non può esistere un messaggio di comunicazione o la costruzione di un’identità di brand che si scinda da questo. Dobbiamo ricordare – e questo vale per tutte e tre le mie keyword – che la comunicazione si basa sulla percezione e sugli archetipi, quindi è fondamentale che il mio lavoro passi attraverso un minuziosa competenza della comunicazione intesa come scienza, come processo che indica una reazione come ovvio istinto ad un’azione.
Ovviamente uno slancio verso la creatività è d’obbligo, ma qui sfociamo verso la quarta
keyword e voi ne volete solo tre!

Secondo te, quali saranno i trend del prossimo futuro in merito al digital marketing?

Il digital Marketing resterà senza ombra lo strumento di investimento in crescita, ma credo che si tenderà sempre di più ad andare oltre gli automatismi o all’uso degli strumenti di conversione utilizzati in maniera massiva e spersonalizzata e che si tenderà a privilegiare un bilanciamento (doveroso) verso la relazione brand to person per poter, ancor di più, aumentare la fidelizzazione e quindi i tassi di conversione. Mi piace pensare che il digital marketing possa trovare una definizione più vicina all’Human Marketing online, che raccorci le distanze e che sia sempre più in grado di mettere in campo la narrazione delle storie e dei valori. D’altra parte il cliente è sempre l’eroe della nostra storia e questo può avvenire senza se e senza ma anche attraverso gli strumenti contemporanei e, probabilmente, ancora di più con quelli che parlano al futuro. I video, i live, ed i blog credo resteranno i re della nostra comunicazione digitale sempre ammesso e non concesso che si riescano a proporre contenuti originali e di valore. Purtroppo non sempre i brand riescono a comprendere l’importanza di parlare in prima persona con le proprie buyer personas e ad investire nelle strategie più opportune anche creando contenuti esclusivi. Ma siamo a buon punto.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Stiamo lavorando con Colore Unico Extra-Ordinary way per poter offrire alle aziende italiane dei servizi sempre più specialistici e con una particolare attenzione al dipartimento image che è diretto dalla mia socia Anna Tronci per far decollare i servizi legati alla computer grafica, lei è una bomba con gli effetti speciali. Rafella Bandiera, invece, si occuparà dell’organizzazione degli eventi per i nostri clienti, segmento in cui lei è specializzata. Ovviamente il tutto inserito nel nostro contesto di branding e digital. Per quanto mi riguarda personalmente trascorrerò questo 2019 tra un progetto e l’altro, tra nuovi concept e campagne pubblicitarie, a fare da brand specialist e digital strategist per la mia agenzia e facendo formazione alle aziende che chiedono di aiutare i propri dipartimenti di marketing e comunicazione a migliorarsi. Mi piace parlare ai giovanissimi che vogliono fare il mio stesso lavoro e se riesco, attraverso la mia passione, a farli innamorare un po’ di più ne vado fiera. Ovviamente il piano comprende che anche io continui a specializzarmi e a migliorare. Ci sono molte belle cose in cantiere, ma ho imparato a non dare mai per certi i progetti fino a quando il contratto non è stato firmato. Il 2019 è iniziato bene e lavorerò sodo affinché si chiuda meglio.

Quali sono le 3 keyword che descrivono per te il SEO&Love?

Il SEO&Love è un progetto a me molto caro, sia perché mi fa lavorare gomito a gomito (sarebbe meglio dire Skype a Skype) con due colleghi eccezionali come Salvatore Russo e Giulia Bezzi, sia perché ritengo che sia uno dei pochissimi eventi in Italia nel nostro settore capace di vendere vera esperienza e non “scorese” (come dice Giulia).
Il SEO&Love crea connessioni, mette in relazione i professionisti, illustra case history, apre le finestre verso quello che verrà e non verso quello che è stato. E’ una specie di luogo di transito dove tutto quello che c’è di valore passa a salutare. Non vuole fare formazione (non si può insegnare niente veramente in una giornata), ma vuole raccontare i principi delle buone strategie digitali e non. Crea un meccanismo di eccellenze che lavorano le une con le altre e propone solo il top di gamma. Sempre di più.
Quest’anno a me ha dato la possibilità di avere la collaborazione degli studenti della IUSVE ed è stato bello lavorare con loro. Inoltre non è un evento fine a sé stesso, ma è un percorso che continua e si declina in diversi appuntamenti durante l’anno. Quindi per me le tre keyword perfette sono: collaborazione, contenuto ed esperienza. E non mi pare affatto poco.

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