La cucina delle storie: Andrea Fontana

Sentiamo spesso parlare di Storytelling e di “Story-selling”, ovvero le attività di creare storie narrate e diffuse con i media digitali. Strategie già previste all’inizio di questo millennio, diventate necessarie per far vivere un’azienda in una prospettiva a lungo termine.

Andrea Fontana, esperto di Corporate Storytelling, è considerato secondo la rivista più famosa di Business in Italia: Millionaire “Il guru dello storytelling”. È stato chiamato in diverse trasmissioni televisive ed è un TedX Speaker. Aiuta individui ed aziende a raccontarsi, per aiutarle a guardare fuori. Aziende che hanno voglia di andare oltre ogni limite per quanto riguarda il branding. Di modi per raccontarle ce ne sono sempre di nuove, le persone si nutrono di storie, come i polmoni d’ossigeno. Andrea divide il suo lavoro tra le cattedre universitarie, infatti insegna all’Università di Pavia e a quella di Milano-Bicocca.

Per le aziende guardare nuovi mondi, significa ampliare nuovi orizzonti, e bisogna essere disposti a farlo. Ma cosa significa in pratica? Perché è necessario investire ADESSO sullo storytelling? Basterà un piccolo budget?

Che cos’è la dieta culturale?

Vedremo come questi racconti, fatti da professionisti, possano raccontare le realtà di un brand e come determinano la nostra dieta culturale. Vestito da Chef, spiega di come i brand influenzino la dieta culturale delle persone, una dieta che determina l’immaginario nostro e dei clienti. Spesso la nostra dieta, non è sana, assumiamo alimenti buoni di facciata, ma che non ci fanno stare bene. Lo stesso vale per i nostri clienti, hanno bisogno di assumere contenuti multimediali di buona qualità. Ma cosa rende un contenuto di qualità?

Quali sono gli ingredienti per una storia memorabile?

Si pensa subito al capitale finanziario, ma il mondo si evolve, le necessità delle persone cambiano, e allora bisogna investire di più sul capitale narrativo. Le storie ci forniscono calorie (energia per la mente, cuore e struttura dei contenuti), fonte di vita per vivere e stare al mondo. Le calorie che le persone cercano sono quelle legati all’inbound marketing, allo storytelling e ai contenuti organici. Fare branding e storytelling sono come intrecciati come ormai sappiamo. Oggi si parla di una cucina narrativa, ma sopratutto sana. Andrea lo mostra il corto dell’advertising della Honda Accord, ha un contenuto, un ingrediente: il miglioramento del protagonista, la sua redemptive self: una definizione inventata da professore e psicologo Dan P. McAdams. I sè redentivi, i grandi racconti che rimangono nella memoria del pubblico curioso di conoscere il brand, di interessarsi dei protagonisti che migliorano. Quali sono gli ingredienti per rendere una storia memorabile?

Tensione: Le difficoltà da superare, uscire dalla comfort-zone e obbiettivi lontani da perseguire  sono ciò che crea tensione sociale e aumenta il climax della narrazione. Le difficoltà possono essere finalizzate per il bene di una storia, oppure anche per il male, un antieroe come il protagonista di Braking Bad ne è l’esempio.

Un protagonista: Le persone necessitano di una figura da imitare, da seguire e incoraggiare. Il protagonista permetterà di creare un rapporto empatico che fungerà da esempio per superare gli ostacoli con tenacia. Lotta, crede e desidera.

Il compimento emotivo:” Senza compimento emotivo, senza uno scopo raggiunto, non c’è storia che tenga” racconta Andrea. La fatica per raggiungere il risultato, la vergogna, gioia, entusiasmo per la visione futura sono condimenti emotivi per una precisa progettazione emozionale.

Come si progetta emozionalmente?

Le emozioni si possono progettare, non è come si pensa solitamente che sia impossibile. Non c’è bisogno di creare dei contenuti video, può bastare una fotografia con una storia ricordata dagli spettatori. Purché finta, artificiale, l’importante è che sia fatta bene. La progettazione emozionale più sembra autentica, anche quando non lo è, tanto più lo storytelling avrà successo. Le Fake News di successo, sono quelle che non si vedono, quelle a cui noi crediamo perché non le percepiamo come false. Perché se le percepiamo immediatamente, c’è qualcosa che non va nella nostra storia. 

Più una progettazione emozionale è fatta bene, più sembra autentica, anche quanto non lo è.

Ma non ditelo a nessuno, è importante non rivelare le nostre carte!

Perciò queste tecniche servono oggi dimensioni finzionali, il sé che si redime, la tensione sociale o un’emozione che ci fa risuonare dentro. Sono questi gli ingredienti che ci ingaggia a livello sociale, economico e politico. Questo dunque è gli ingredienti della ricetta per fare un buon piatto, sta a noi decidere la quantità degli ingredienti.

Un discorso di valori

Raccontare storie perciò è una cosa importantissima, altamente strategica e bisogna essere preparati. Con guanti da cucina per saper cucinare come i più grandi chef, che hanno ottime cucine e strumenti per creare contenuti degni di essere condivisi. La familiarità con la storia,  l’avvicinamento intimo con le emozioni che salgono a galla, rende forte l’attaccamento. Contenuti multimediali utili per diventare virali, senza mostrare il prodotto, ma la validità del nostro brand. L’associazione dei clienti è quella valoriale, delle immagini che risuonano nella memoria emotiva delle persone. Conciliare la storia con i valori degli spettatori, permetterà di consolidare una progettazione emotiva efficiacie. 

E se la nostra cucina ci piace, anche alle persone piacerà, l’empatia è la chiave.

 

 

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MARZO 2020