Salvatore Aranzulla, strategie di posizionamento

Di | 2018-01-15T11:09:18+00:00 15 gennaio 2018|

Intervista a Salvatore Aranzulla: un viaggio tra strategie di posizionamento, tecnologia e grandissima passione per il proprio lavoro.

In questa chiacchierata, il più famoso divulgatore informatico italiano, ci racconta come ha creato il suo sito editoriale e come riesce, dopo anni, ad aumentare il numero di visite delle sue pagine.

Salvatore Aranzulla fa per noi anche una previsione sul futuro: si può ancora guadagnare con i ricavi pubblicitari? E come?

Come è nato il sito Aranzulla.it?

salvatore aranzulla seo&loveLa passione per l’informatica è iniziata prestissimo, nel 2002. Avevo 10 anni e convinsi i miei genitori a regalarmi il mio primo computer, al quale dedicavo ogni minuti libero della giornata. Quando anche i miei amici iniziarono ad averne uno, io ero il più esperto e venivo chiamato a risolvere i problemi di tutti. Mi accorsi che più persone avevano lo stesso problema e da lì iniziò l’idea di risolvere i dubbi una sola volta per tutti: all’inizio stampavo la soluzione su fogli che distribuivo, poi iniziai a pubblicarli on line. Sono passato così dal risolvere i problemi dei miei amici a quelli di chiunque navigasse on line. Mi accorsi che molte persone leggevano, ringraziavano e mi sottoponevano nuovi dubbi. Così il sito ha iniziato a ingrandirsi.

Quanto è importante per te l’aggiornamento, la ricerca e la formazione?

Il mio lavoro si divide in due parti principali: la creazione di contenuti e la monetizzazione. Alla base di tutto ci sono le tecnologie di mia invenzione. Aranzulla.it è un sito da 500 mila visite al giorno, il primo nella categoria informatica: 4 italiani su 10 che fanno una ricerca su argomenti di tecnologia su internet, trovano la risposta sul mio sito. Tutto questo è sostenuto solo da me e altre 2 persone, senza il supporto della tecnologia tutto questo non sarebbe possibile.

Un esempio è il Sistema del titoli. Si tratta di un processo che iniziai a sviluppare a 18 anni. L’idea di base è partita da una domanda: come faccio a risolvere i veri problemi degli italiani? Il sistema analizza le ricerche degli italiani sui motori di ricerca, ogni mese ne raccoglie centinaia di migliaia. Individuate quelle che trattano di tecnologia, le divide in categorie, raggruppando quelle con contenuto simile. Se l’argomento è già stato trattato lo scartiamo (o lo aggiorniamo), se manca lo scriviamo.

In questo modo su Aranzulla.it c’è solo quello che le persone cercano ed è questo che permette al sito di continuare a crescere. I primi anni il sito è cresciuto anche del 300%, lo scorso anno (ndr. 2016), nonostante la saturazione del mercato, siamo riusciti a crescere del 18%.

Un’altra tecnologia su cui siamo arrivati per primi è l’https o l’http2. Sono dei protocolli supportati dall’80% dei browser ma utilizzati solo dal 5% dei siti: permettono di ridurre il tempo di caricamento delle pagine di 3 o 4 volte. Noi cerchiamo di usare sempre la tecnologia più avanzata e cerchiamo di fare in modo che anche i nostri partner lo facciano, per poter crescere assieme.

Che consigli daresti a chi inizia oggi e vuole essere l’Aranzulla di domani?

consigli salvatore aranzullaIl primo è di pensarci bene prima di iniziare. Il mercato pubblicitario non sta più crescendo, il valore relativo della pubblicità sta diminuendo. È vero che aumenta la facilità per le imprese di comprare pubblicità, ma la visualizzazione del singolo banner vale sempre meno. Il rischio è quello di creare un sito editoriale che nel tempo perde valore, anziché acquisirne. Per vivere di pubblicità serve raggiungere numeri molto grandi.

Il secondo è di guardare anche ad altri modelli di business; in Italia l’ecommerce è molto trascurato, mentre è un sistema molto utile per svincolarsi dalla pubblicità e generare vendite.

Se tornassi indietro parleresti sempre di tecnologia?

Si, sono molto affezionato a questo settore. Nonostante sia tra i settori più poveri in termini di investimenti pubblicitari, abbiamo chiuso con 1,7 milioni di fatturato. Questo perché lavoriamo in maniera metodica, sfruttando al massimo la tecnologia, producendo contenuti in maniera seriale che soddisfino sia l’utente che l’inserzionista.

In Aranzulla.it abbiamo suddiviso i contenuti il 165 categorie e per ciascuna di esse abbiamo tracciato il rendimento: sappiamo con precisione quante entrate arrivano dagli articoli per ciascun argomento. In questo possiamo sapere, ancora prima di scriverlo, quanto interessante è l’articolo per il pubblico e per gli inserzionisti.

Quali sono le caratteristiche che distinguono i tuoi contenuti?

Abbiamo già parlato di come la tecnologia ci aiuta a scegliere gli argomenti giusti: il sistema sceglie i titoli e il redattore li approfondisce. Il contenuto deve essere di qualità, gli articoli sono tutti molto approfonditi, toccano quasi sempre le 10 mila battute. Il lettore deve trovare la risposta che cerca. Nelle nostre pagine inoltre, c’è un bassissimo affollamento pubblicitario. I formati non si espandono, non riproducono musica o video. Questo metodo permette all’utente di usufruire del contenuto agevolmente e il patto tra noi e loro è chiaro.

Grazie a questa onestà abbiamo potuto anche recuperare la maggior parte degli utenti che utilizzano Adblock. Rendiamo i contenuti disponibili solo a chi toglie l’estensione, spiegando perché la pubblicità per noi è importante. L’utente ritiene che ne valga la pena e gli utilizzatori di Adblock su Aranzulla.it sono passati dal 22 al 2.5%

Tutto questo è possibile perché teniamo conto di due punti di vista ugualmente importanti: il rispetto del lettore, che non va preso in giro, e il rispetto dell’inserzionista, che compra della pubblicità per ottenere dei risultati. Questo approccio ci ha permesso di raggiungere il 40% di quota di mercato del nostro segmento di riferimento: il mercato pubblicitario crolla ma i nostri guadagni sono stabili.

Come mantieni aggiornati i vecchi contenuti?

salvatore aranzulla intervista seo&loveSu Aranzulla.it l’80% dei visitatori atterra su un contenuto aggiornato da meno di un anno. Anche in questo caso, per sapere che cosa merita di essere aggiornato, ci affidiamo alla tecnologia. Abbiamo programmato un algoritmo che misura le visite alle pagine: tanto più una pagina è visitata, tanto più ha bisogno di essere mantenuta attuale.

Di nuovo la tecnologia è al centro: gli italiani cercano qualcosa, gli inserzionisti vogliono comprare quel traffico, noi produciamo il contenuto che li fa incontrare. La mia soddisfazione più grande è quando qualcuno per strada mi dice che è riuscito a risolvere un problema grazie al mio sito.

Per continuare a convertire in futuro, dove si deve guardare?

Sono curioso anch’io di vedere l’evoluzione del modello dei grossi editori. Ora si pagano le visualizzazioni, ma se non ho risultati al seguito come posso essere sicuro che continuerò a crescere? E se produco contenuti sotto dettatura dello sponsor il lettore li troverà utili? È importante tutelare la propria autonomia. I siti devono essere belli e utili per l’utente e per gli inserzionisti, credo che sia l’unica soluzione per sopravvivere.

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